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Biografia

Biografia

Come nelle migliori storie di successo si può dire che la mia carriera ha avuto inizio in un garage. Nulla di più distante dalle sale operatorie e dai laboratori che tutti noi frequentiamo nel quotidiano. Eppure il professionista che conoscete oggi ha mosso i primi passi proprio tra i motori delle Lambrette da smontare e aggiustare. Praticamente sono nato meccanico grazie alla passione che mi ha tramandato mio nonno Rocco. E non è un caso se il poliambulatorio che ho fondato a Montichiari l’ho voluto intitolare a San Rocco, il santo più invocato dal Medioevo in poi come protettore dal terribile flagello della peste. Nonno Rocco, impiegato modello, con le mani faceva miracoli in ogni campo: non importava se davanti avesse un motore o un muro da raddrizzare, lui aggiustava tutto.

Da lui ho mutuato la voglia di “sistemare“ le cose rotte mettendoci ingegno, passione e caparbietà. Quando dovetti scegliere la specialità da seguire non ho avuto dubbi. A me piaceva aggiustare le cose, rimetterle in piedi. Non avrei potuto che fare ortopedia, rimettendo insieme i pezzi rotti ridando nuova vita a tutto.


Quindi cari collegghi
Lo scopo del nostro lavoro da sempre è quello di favorire il dialogo e la ricerca sulle potenzialità dell’Ossigeno-Ozono Terapia che negli anni si è rivelata di estrema efficacia nel trattamento delle patologie afferenti a diverse aree specialistiche e per questo sempre più importanti nel mondo della medicina e della cura. L’Ossigeno-Ozono Terapia affonda le sue radici in studi che oggi hanno oltre un secolo di vita. Oggi, grazie alla continua evoluzione della ricerca il trattamento è consigliato per numerose patologie grazie alle sue proprietà antiinfiammatorie, antibatteriche, antivirali, emoreologiche e immunomodulanti.


Ho subliminato nello studio gli insegnamenti pratici del nonno: tutto si può aggiustare con lo studio e il coraggio di scelte a volte anche non facili. Insomma da curioso mi sono messo a disposizione della medicina con quello che di meglio avevo da dare alla professione, ma senza rinunciare alla fantasia. Certo, oggi il mestiere mi ha portato a poter incontrare una persona e fare una diagnosi solo guardandola. Ma questo non è solo frutto dello studio. Ho tenuto viva la fantasia e la curiosità che da giovane mi ha spinto a lavorare con le mani, aggiustare e sperimentare senza paura del fallimento.

Anzi. Ogni errore che ho fatto penso sia stato un passo avanti per la mia carriera, un modo per correggermi e migliorarmi con umiltà e dedizione. In questo mestiere serve essere perseveranti. Chi come me ha collezionato tanti lustri di vita sa che in passato o si era figli “di“ o si doveva sgomitare per trovare il proprio posto in corsia e in sala operatoria. Io non ero figlio di nessuno se non della passione e del lavoro. Per questo ringrazio il cielo di essere riuscito ad entrare come assistente nel centro specialistico di chirurgia vertebrale dell’infanzia e dell’adolescenza a Bormio.

Una scelta non facile. Poi la svolta è arrivata all’improvviso, come una folgorazione sulla via di Damasco. E io, novello San Paolo, ho saputo cogliere al volo l’opportunità che la vita mi ha voluto regalare dopo anni di sacrifici. Lavoravo oramai a Montichiari quando di ritorno da un congresso in Thailandia mi trovo seduto in fianco all’aereo un signore che era un ortopedico e si chiamava Cesare Verga. E’ lui che mi ha segnato la vita parlandomi ininterrottamente per 12 ore dell’ozono.

Vi confido che all’inizio ho pensato che fosse un gran rompi scatole. Ma poi ho aperto la mente. Di fatto è stato lui ad inventare l’ozonoterapia. Nessuno prima aveva mai fatto una puntura alla schiena che faceva star bene le persone. Non c’era ancora nessuno studio che convalidasse le sue teorie. Ma la mia curiosità anche in questo caso ha fatto la differenza. Ho cercato di capire e testare. I suoi pazienti stavano bene, senza interventi o operazioni. Scelte coraggiose. Come quando ero giovane medico a Livorno o a Bormio. La mia vita è cambiata l’ho cambiata con il coraggio di scegliere la via meno facile. All’inizio nessuno copriva, neppure legalmente, le terapie d’ozono. Era tutto un tabù. Poi abbiamo lottato e spinto perchè si potesse riconoscere il valore scientifico di quanto facevamo.

L’impegno è stato concentrato nelle pubblicazioni per dimostrare le teorie. Certo, i pazienti stavano bene e guarivano. Ma per la burocrazia serviva altro. La prima battaglia è stata vinta. Ora l’Ozono non solo ha dignità terapeutica ma è riconosciuto dal sistema sanitario nazionale come cura efficace. Io proseguo nello studio ed essere riuscito ad affiancare all’Ozono l’Università di Verona è sicuramente importante. Ma non basta. Il mio, il nostro, fine dovrà essere quello di arrivare ad insegnare l’ozonoterapia in un corso di specializzazione universitario.

La nostra esperienza deve proseguire sui binari istituzionali che devono legittimare i grandi risultati ottenuti e i passi avanti fatti nelle cure. E’ questo il mio inciso per oggi. Da meccanico abituato ad aggiustare le cose guardo alla strada fatta ma anche a quella che ci sarà più avanti. Quindi l’augurio per tutti noi è quello di lavorare uniti per arrivare ad aprire gli Atenei all’ozono raccogliendo il nostro sapere in carriere accademiche che, domani, dovranno riuscire a formare i professionisti del futuro. Il mio impegno c’è e ci sarà con la stessa dedizione e perseveranza che ho avuto da giovane medico folgorato sulla via di Damasco dal quel dottor Verga e dalla sua “aria profumata” che guarisce.

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